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Storia di Genova

Era un giorno di duemilaseicento anni fa quando alcuni marinai approdarono in una baietta riparata da una penisola sottile. Genova nacque così, per volontà di qualche mercante fenicio, focese o etrusco che trovo' qui, nel golfo più settentrionale del Mediterraneo occidentale, un anfratto comodo per stabilirsi a commerciare con le genti dell'Europa continentale, inventando Zena o Xenoa.
Per diventare signora dei mari Genova ha progressivamente allontanato il mare da sé, costruendo sulla ripa, inventando strade, palazzi e nuovi moli dove prima erano onde e scogli.
Nella seconda guerra punica si alleo' con Roma e Genua fu raggiunta dalla consolare via Postumia nel 148 a.C., cambio' così la sua struttura urbana: non più vie spontanee lungo i crinali ma vie “romane” rettilinee e perpendicolari i cui incroci, i quadrivii divennero con il passare dei secoli i caruggi, come ancora oggi si chiamano i vicoli stretti del centro storico.
Nel IV secolo d.C. Genova entra a far parte della diocesi di Milano, nel 614 é occupata dai Longobardi e nell'811 diventa caposaldo costiero del Sacro Romano Impero Carolingio che la cinge di mura a difesa dei saraceni, ma viene comunque saccheggiata nel 931. Poi Genova diviene diocesi autonoma e nel 1097, durante la Prima Crociata conquista il porto di Antiochia, prima colonia commerciale genovese oltremare. Nel 1099 si costituisce la compagna communis, consorzio tra vescovi, artigiani e mercanti, un partito di governo e affari; nasce quindi il Comune di Genova. Dal XII secolo è istituita la figura del Podestà forestiero per governare e nel 1257, per soddisfare la borghesia emergente, viene istituito il Capitano del Popolo.
Genova aveva colonie in tutto il Mediterraneo e il Mar Nero da cui affluivano ricchezze che la città utilizzo' per abbellirsi di chiese e palazzi; per governare queste attività naque il Banco di San Giorgio e dal 1339 nacque la figura del Doge. Tra la metà del trecento e la metà del cinquecento fu governata dai Visconti milanesi, dai Francesi e da altri dogi locali.
Con il 1528 inizia tradizionalmente il cosiddetto “secolo dei Genovesi” e in quegli anni inizia la presenza attiva in città di artisti stranieri, mentre i genovesi si recano nella capitale per apprendere le più recenti novità in campo artistico e architettonico.
Nel cinquecento si diffonde l'uso di rivestire con affreschi e stucchi le facciate e gli interni degli edifici, rendendo la città un tripudio di colori e di figure fantastiche. Luca Cambiaso, Giambattista Castello, Lazzaro Tavarone e Bernardo Castello sono solo alcuni dei nomi degli artisti protagonisti di questa grande stagione di decorazione di palazzie e chiese, oltre che autori di numerosi quadri.
La costruzione del “Palazzo del Principe” Andrea Doria per opera di Perin del Vaga e altri artisti della cerchia di Michelangelo e Raffaello, fecero entrare il tardorinascimento romano a Genova.
Dal primo Seicento Genova accolse un'attivissima colonia di pittori e di argentieri fiamminghi, di cui Anton Van Dyck e Pieter Paul Rubens furono i maggiori esponenti, eseguendo in città soprattutto pale d'altare e superbi ritratti della nobiltà cittadina. La “Circoncisione” dipinta da Rubens nel 1605 e conservata nelle Chiesa del Gesù è considerata da alcuni critici il primo dipinto barocco nella storia dell'arte. Nell'arco di poche generazioni si costituirono immense quadrerie di eccezionale valore, ora visibili nei musei di Palazzo Bianco e Palazzo Rosso nella Strada Nuova, l'odierna via Garibaldi.
Passeggiando per Genova é facile imbattersi in edifici che paiono castelli medievali, generalmente di un bel colore rosso mattone scuro e ricchi di merli, torri e fregi; sono opera del genio architettonico di Gino Coppedé, fiorentino di fine Ottocento, che ha lasciato numerose testimonianze del suo stile eclettico in liguria, come il Castello Mackenzie. I primi decenni del Novecento furono un'epoca di grande sviluppo urbano e Genova offre numerosi esempi di stile Liberty. Nel periodo tra le due guerre e negli anni successivi é il Razionalismo lo stile usato dagli architetti Marcello Piacentini, Luigi Carlo Daneri e Mario Labó per la progettazione di numerosi edifici, come l'elegante Piazza Rossetti e Piazza Dante, o il discusso “Biscione” che quando fu costruito nel 1958 era “la casa più lunga d'Italia”. L'architettura contemporanea ha espresso alcune opere di rilievo quali il viadotto sul Polcevera, lo stadio L. Ferraris, il teatro Carlo Felice e il “waterfront” ovvero l'area del Porto Antico completamente ridisegnata da Renzo Piano.
Genova dalla seconda metà del XIX secolo subisce una forte industrializzazione tanto da formare con Milano e Torino il cosiddetto “triangolo industriale” e il quartiere di Sampierdarena viene denominato “la Manchester d'Italia”. Nel secondo dopoguerra i cantieri siderurgici dell'Italsider e la cantieristica navale danno lavoro a numerose famiglie sia locali che immigrate. Dopo la crisi industriale alla fine del XX secolo, Genova si reinventa e si trasforma, bonificando le ex aree industriali e recuperando l'intero patrimonio storico, artistico e architettonico presente in città. Diviene dunque una città bellissima da visitare, una città d'arte che dal 1990 investe sul recupero e la valorizzazione della sua storia, creata da persone di differenti origini e Paesi e quindi a tutti gli effetti una città interculturale come le maggiori città europee.


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